Parlo innanzi tutto in generale della fine della guerra come opzione politica. Anzi, non ne parlo io, ne parla Avraham Burg in un interessante articolo apparso su Haaretz (“Why the West can’t win“), a margine dei commenti sull’esito dell’offensiva a Gaza.
Questa la tesi: per l’Occidente non è più possibile vincere le guerre, nel senso in cui vincere è stato inteso nel corso della storia. L’Europa occidentale ha abbandonato del tutto l’opzione della guerra, mentre gli USA, che questa opzione hanno mantenuto ed esercitato, si sono guadagnati l’immagine di paese esportatore di violenza, e ormai da molto tempo le guerre le iniziano bene ma le finiscono maluccio o malissimo.
La civiltà occidentale non è più capace di combattere una guerra finalizzata alla distruzione – né in principio né a livello della disponibilità dei soldati ad agire in modi che sono considerati una specie di crimine nella sfera civile, la sfera dei loro valori.
Le guerre del secolo scorso, insieme all’Olocausto degli ebrei europei, hanno insegnato all’Occidente una lezione severa, al centro della quale c’è l’abolizione della dottrina della guerra; l’Occidente è passato dalla distruzione e umiliazione del nemico al mantenimento della capacità di questi di riabilitarsi, di preservare la propria dignità, cambiare e diventare un partner invece che un rivale. [...]
Mi sembra che quando l’obiettivo di una guerra è la distruzione del nemico, quella è una guerra destinata al fallimento. Per ragioni a noi ben note, non è più possibile annientare nazioni e nemmeno sopprimere la loro aspirazione all’indipendenza. E per ragioni non meno importanti, si deve auspicare che non abbiamo soldati desiderosi di distruggere per distruggere. L’obiettivo della guerra moderna deve essere quello di forgiare il dialogo. Se non si sviluppa alcun dialogo con il nemico, allora la guerra è destinata al fallimento.
L’articolo non è specificamente sull’offensiva di Gaza, ma ci fornisce una chiave di lettura valida per comprendere l’imbarazzo di Israele in questo momento: come “concludere” l’offensiva in modo che essa abbia la parvenza di una vittoria? Quando fermarsi? I giornalisti riferiscono che il ministro della difesa Barak avrebbe voluto approfittare della proposta francese di un cessate il fuoco, perché quella sarebbe stata una buona opportunità per chiudere la partita in attivo. Ora l’offensiva di terra è iniziata, e sulle tv cominciano a vedersi le immagini di vittime tra i soldati israeliani. Quale esito giustificherà politicamente questo prezzo?