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	<title>il Grano e il Loglio</title>
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	<description>Rassegna di varia attualità a cura di Massimo D'Antoni</description>
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		<title>il Grano e il Loglio</title>
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		<title>Per chi voterò il 25 ottobre</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 08:52:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel prendere una decisione su chi sostenere alle primarie del PD, sono partito da una convinzione: quella che l’urgenza maggiore in questo momento sia una definizione dell’identità di questo partito, che a partire da una lettura della realtà del nostro paese si traduca nell’elaborazione di un progetto, e in una proposta vincente di governo. Questa [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dantoni.wordpress.com&amp;blog=2839496&amp;post=600&amp;subd=dantoni&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel prendere una decisione su chi sostenere alle primarie del PD, sono partito da una convinzione: quella che l’urgenza maggiore in questo momento sia una <strong>definizione dell’identità di questo partito</strong>, che a partire da una lettura della realtà del nostro paese si traduca nell’elaborazione di un progetto, e in una proposta vincente di governo. Questa precisazione è utile perché esistono altre ragioni che possono guidare la scelta di voto: il rinnovamento del personale politico, il carisma del leader, e così via. Si tratta di aspetti importanti, ma credo che rispetto alla questione dell’identità, nella scelta del segretario nazionale (per quelli regionali possono valere altre considerazioni) tali questioni vengono dopo sia logicamente che per urgenza.</p>
<p>Una seconda considerazione è opportuna: non penso che la vittoria dell’uno o l’altro candidato produrrà mutamenti di rotta radicali. Forse i toni di questa campagna elettorale ce lo stanno facendo dimenticare, ma si tratta pur sempre di una competizione interna ad un partito. Il giorno dopo le primarie il partito dovrà, per condurre la sua battaglia di opposizione in modo efficace e quindi per la sua stessa sopravvivenza, agire in modo unitario e mostrarsi unito. Ne segue che chiunque vincerà dovrà in qualche modo scendere a patti con chi avrà perso, e trovo puerile a questo proposito parlare di “inciucio”. Il partito è uno solo, e lo dimostra il fatto che potrei tranquillamente sottoscrivere l’80% del programma di ciascuno dei tre candidati e che considero tutti e tre del tutto all’altezza del compito.</p>
<p>Ciò non significa che non vi siano alcune differenze importanti, che riguardano l’idea di partito, la sua forma e identità politica, nonché il tipo di competizione democratica che si immagina per il paese.<span id="more-600"></span></p>
<p><strong>Perché non voterò Franceschini.</strong></p>
<p>Franceschini incarna la continuità con la direzione impressa da Veltroni, ovvero quella di un partito che si pensa entro una dinamica competitiva e tendenzialmente bipartitica (la famosa “vocazione maggioritaria”), e porta tale opzione alle sue estreme conseguenze. Parlo dell&#8217;idea di un partito post-identitario, che rinuncia cioè a riconoscersi in una precisa cultura politica, e accoglie individui con idee e orientamenti potenzialmente contrastanti (il sindacalista ma anche l’imprenditore, il laicista e il teo-dem, e così via). Un partito che, pur aspirando ad attrarre l’elettore di sinistra, ha il suo baricentro spostato verso posizioni centriste, e la vera battaglia politica la conduce al centro, cercando di strappare gli elettori moderati allo schieramento avversario. Le posizioni “di sinistra” sono dunque accolte purché restino in posizione subordinata. Un partito “leggero”, che si appella al voto di opinione più che alla militanza, che delega all’esterno l’elaborazione della propria linea politica e delle proprie posizioni programmatiche, individuando di volta in volta l’esperto o la personalità cui appaltare la ricerca di una soluzione (in campo economico, ambientale, ecc.). Un partito infine che ha al centro la figura del leader, che instaura un rapporto diretto con i suoi elettori attraverso il ricorso continuo alle primarie, saltando le mediazioni degli organi rappresentativi e degli iscritti.</p>
<p>A me tutto questo non sta bene. Non mi sta bene perché all&#8217;interno di un partito del genere il dibattito politico finisce per lasciare il posto al linguaggio della propaganda, come abbiamo visto nella campagna di queste primarie. Insomma, più che un partito un comitato elettorale, in cui la mediazione tra eletti ed elettori avviene sui media, e in cui ciò che conta sono i colpi ad effetto, l&#8217;immagine, la rincorsa del tema di moda.</p>
<p>Non mi convince nemmeno la sacralizzazione del bipolarismo che caratterizza la mozione di Franceschini. L’avvio di una dinamica bipolare all’inizio degli anni ‘90 ha svolto il ruolo importante di sbloccare la nostra democrazia. Dobbiamo tuttavia ammettere che, dopo 15 anni, il bilancio non è molto positivo. L’Italia non è diventata né gli USA, né il Regno Unito: la previsione che l’adozione del maggioritario avrebbe ridotto il grado di frammentazione politica e introdotto una dinamica virtuosa di alternanza si è rivelata corretta solo in minima parte; i due schieramenti si considerano reciprocamente non legittimati a governare; il paese è lacerato. Inoltre, come ben sanno gli studiosi di sistemi politici, il sistema maggioritario tende a premiare lo schieramento conservatore, e infatti colui che ha maggiormente beneficiato del sistema bipolare è Berlusconi.  Credo dunque che sarebbe necessario guardare al problema con una maggiore dose di pragmatismo, di cui Franceschini e i suoi sostenitori non sembrano capaci.</p>
<p>Non mi va bene infine un programma politico che, a forza di sottolineare il fatto di essere “post” qualcosa e di vagheggiare inesistenti “terze vie”, sembra mancare di una direzione. In questi due anni la linea politica è stata caratterizzata di proposte estemporanee senza un chiaro disegno e senza una proposta identificabile da fare al paese. Quando una linea si è intravista, è emersa una certa subalternità al pensiero dominante del liberismo e della fiducia nelle virtù taumaturgiche del mercato. Eppure è la chiarezza della proposta ciò che chiedono gli elettori, ed è la capacità di mettere in campo un progetto alternativo alla destra, e non astratte riforme del meccanismo di voto, ciò che potrebbe fare del PD un partito capace di esercitare sul serio una propria vocazione maggioritaria.</p>
<p><strong>Perché non voterò Marino.</strong></p>
<p>Tra i tre Marino è quello che, anche per il suo ruolo di outsider rispetto all’establishment, può permettersi di condurre in modo più credibile la battaglia per il rinnovamento del personale politico e può porre in modo più convincente la “questione morale”. Questo a mio avviso è il principale punto a suo favore (anche se suscita qualche perplessità la sua immagine di partito in cui si deve dare spazio alle “eccellenze” e al “merito” e l’idea che la classe politica debba essere selezionata in base al curriculum; una visione meritocratica che va senz’altro bene per un’università di punta, ma un partito ha la funzione di rappresentare la società che lo circonda, e dunque non trovo scandaloso che sia composto da gente “normale”).</p>
<p>Marino sembra poi avere molto chiara la necessità di definire un’identità del partito. Tuttavia, trovo limitante definire l’identità del PD attorno al concetto di laicità e ad una serie di questioni che, pur importanti, restano in un ambito molto delimitato. Peraltro, Marino declina la nozione di laicità facendola coincidere con una visione libertaria delle scelte individuali, per cui la politica deve garantire il massimo di autodeterminazione e di affermazione di diritti individuali. Non chiamerei questa posizione “laicità”, ma non è questo il punto. La mia riserva riguarda il fatto che Marino colloca l’identità del partito su un terreno dove non tutti gli aderenti si troverebbero a proprio agio, e finisce più o meno consapevolmente per definire tale identità attorno a certi temi “eticamente sensibili”  che trovo difficile risolvere con dei sì e no così netti. Non sono sicuro che un partito che aspira ad essere un grande partito popolare possa permettersi di indicare questi temi, che dividono il paese e che hanno sempre portato poca fortuna alla sinistra italiana, come prioritario elemento di identificazione; quasi che stessimo parlando dell&#8217;identità dei Verdi o dei Radicali.</p>
<p>Inoltre, a fronte di un’estrema chiarezza su alcuni punti simbolici (il nucleare, i diritti degli omosessuali, ecc.) stento ad individuare nella proposta di Marino una visione chiara dei problemi del paese e delle possibili soluzioni, al di là di un continuo richiamo alla necessità di premiare il merito e la competenza. L’impressione è che il sentire di Marino sia molto vicino ad una visione liberale della società e dell’economia. Come dicevo, molto resta però implicito, e non è chiaro quali siano i riferimenti nel campo ad esempio della politica economica.</p>
<p><strong>Perché, nonostante alcuni dubbi, voterò Bersani.</strong></p>
<p>Le ragioni di insoddisfazione sopra illustrate rispetto agli altri due candidati potrebbero già di per sé costituire una buona ragione per votare Bersani come “meno peggio”, ma questo sarebbe ingeneroso nei suoi confronti. Seguendo la sua campagna, ho apprezzato l’equilibrio della persona. Non parlo solo dell’equilibrio caratteriale, che pure è importante, ma della sua capacità di proporre una sintesi convincente a partire da una conoscenza approfondita dei problemi del paese.</p>
<p>Nella mia valutazione conta certamente l&#8217; attenzione che attribuisco agli aspetti più strettamente economici, su cui Bersani sembra aggiustare il tiro dopo gli anni delle posizioni ondivaghe ed estemporanee, e del “pensiero unico” neoliberista, che ha trovato molti entusiasti sostenitori anche tra i dirigenti del PD.</p>
<p>Bersani mette per così dire “il treno sui binari”, guardando alla nuova fase dell’economia senza tagliare i propri ponti con la tradizione di pensiero su cui il PD è radicato. Per quanto in questo momento tutti si sforzino di prendere le distanze dalla “socialdemocrazia”, dichiarandola morta e sepolta con il secolo XX, non dobbiamo dimenticare che i valori di fondo che l’hanno caratterizzata (realizzazione di un’equa distribuzione del reddito come condizione per la crescita e la stabilità sociale, prevalente ruolo pubblico nella sanità, nella scuola e nella sicurezza sociale, regolazione dei mercati) restano più che mai attuali, e sono il cardine del “modello sociale europeo”. La crisi del 2008 ha svegliato tutti quanti dall’ubriacatura degli anni precedenti, e ha fatto tornare “di moda” analisi e proposte che erano state improvvidamente accantonate nel periodo del turbo-capitalismo dell’ultimo ventennio. Come dicevo, Bersani ha la capacità di recuperare quanto di buono offre la tradizione socialdemocratica e declinarlo nel nuovo contesto delle economie globalizzate e dei mutamenti tecnologici del XXI secolo.</p>
<p>Da qui la mia convinta adesione al suo progetto.</p>
<p>Resta, come postilla, la questione dei miei dubbi, che riguardano la classe politica che “sta dietro” a Bersani: qualcuno ha detto che certi nomi rendono poco credibile la capacità di proporre un progetto innovativo. In effetti, una buona fetta del cosiddetto apparato di partito, soprattutto a livello locale, sostiene Bersani (ma va detto che una fetta non meno consistente ha espresso preferenza per Franceschini), e questo era forse inevitabile visto quanto è importante per chi ricopre posizioni nel partito scommettere sul cavallo vincente. Come dicevo, si tratta di un aspetto estremamente importante, e sulla capacità di rinnovare i quadri di partito si giocherà la possibilità di successo di Bersani all’indomani della sua eventuale vittoria alle primarie. E tuttavia vale quanto dicevo in apertura: mi è difficile immaginare tale rinnovamento senza aver prima identificato una direzione e un’identità politica, e sarà questa considerazione a orientare il mio voto per il segretario nazionale. Quanto al segretario regionale, credo che ognuno debbe leggere con attenzione le liste dei nomi proposti.</p>
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		<title>Sul cosiddetto &#8220;lodo Scalfari&#8221; e sulla risposta di Marino</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 20:46:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Il regolamento per le primarie del PD stabilisce che, nel caso in cui nessuno dei tre candidati raggiunga il 50%, il ballottaggio tra i due candidati più votati sia effettuato dall&#8217;Assemblea nazionale, dai delegati votati nelle stesse primarie e affiliati alle tre mozioni. Come già osservavo in un post precedente, non è verosimile che i [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dantoni.wordpress.com&amp;blog=2839496&amp;post=585&amp;subd=dantoni&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il regolamento per le primarie del PD stabilisce che, nel caso in cui nessuno dei tre candidati raggiunga il 50%, il ballottaggio tra i due candidati più votati sia effettuato dall&#8217;Assemblea nazionale, dai delegati votati nelle stesse primarie e affiliati alle tre mozioni.</p>
<p>Come già osservavo in un<a href="http://dantoni.wordpress.com/2009/10/10/porcelli-e-porcellini/"> post precedente</a>, non è verosimile che i delegati del candidato arrivato 3° votino sulla base di scelte autonome e individuali. Essi risponderanno alle indicazioni del loro candidato, sulla base di accordi &#8220;di vertice&#8221; tra questi e uno dei due in corsa nel ballottaggio.</p>
<p>Rispetto a questa prospettiva, che sarebbe in contraddizione con l&#8217;idea tanto sbandierata di dare lo scettro agli elettori, è stata <a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/partito-democratico-32/primarie-scalfari/primarie-scalfari.html">rilanciata ieri da Eugenio Scalfari</a> una proposta, inizialmente avanzata da Franco Marini, e subito battezzata sui giornali &#8220;lodo Scalfari&#8221;: <em>gli altri candidati riconoscano la vittoria a colui che ha avuto più voti, anche se in percentuale inferiore al 50%</em>. Questo eviterebbe il passaggio del ballottaggio, risparmiandoci l&#8217;infelice possibilità che il 2° e il 3° arrivati si accordino per far fuori il 1°.<span id="more-585"></span></p>
<p>Mi pare una proposta ragionevole, ed è per questo che mi ha sorpreso<a href="http://www.ignaziomarino.it/lodo-scalfari-io-correro-lealmente/"> il rifiuto di Ignazio Marino</a>. L&#8217;unica interpretazione che riesco a dare di tale rifiuto è purtroppo quella che, prevedendo di essere lui il 3°, voglia mantenersi le mani libere per fare l&#8217;<em>ago della bilancia</em> tra Franceschini e Bersani. In cambio di concessioni sul programma o forse di un coinvolgimento nella gestione futura del partito.</p>
<p>A Marino vorrei dire che se, come dice, intende rifiutare in nome di una fedeltà al regolamento che impone la celebrazione del ballottaggio, almeno faccia sapere <em>prima del voto</em> agli elettori come intende &#8220;spendere&#8221; i suoi voti nella scelta tra Franceschini e Bersani. Altrimenti, si renda conto che ciò che sta chiedendo a chi lo voterà è una delega in bianco.</p>
<p><strong>Aggiornamento:</strong> leggo il <a href="http://civati.splinder.com/post/21500898#21500898">commento di Giuseppe Civati</a>, coordinatore nazionale della mozione Marino, che esprime una posizione un po&#8217; diversa da quella del suo candidato. Sono d&#8217;accordo con quanto afferma. Tra l&#8217;altro, nel post riporta una domanda che gli posi qualche giorno fa.</p>
<p><strong>Aggiornamento 2</strong> (16/10/2009, 9:55): in effetti la soluzione prospettata da Scalfari, cioè la vanificazione del ballottaggio tramite accordo preventivo &#8220;tra gentiluomini&#8221; per cui al primo arrivato viene riconosciuta comunque la vittoria, non necessità dell&#8217;accordo di tutti e tre i candidati. È sufficiente che si siano dichiarati favorevoli Bersani e Franceschini (e che mantengano entrambi l&#8217;impegno, naturalmente). Questo basta infatti a scongiurare l&#8217;ipotesi che Marino, arrivando terzo, possa essere determinante decidendo di appoggiare B contro F o F contro B. L&#8217;impegno preso da B e F toglie a M anche tutto il potere contrattuale, perché a questo punto un B che arrivasse primo non ha nessuna necessità di trovare accordi con M, visto che sarà F stesso a garantirne l&#8217;elezione a segretario. E viceversa se vince F. Marino grida all&#8217;inciucio, ed è comprensibile che non sia contento. Quello che non può fare è accusare gli altri di voler fare accordi &#8220;sottobanco&#8221;.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dantoni.wordpress.com/585/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dantoni.wordpress.com/585/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dantoni.wordpress.com/585/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dantoni.wordpress.com/585/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dantoni.wordpress.com/585/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dantoni.wordpress.com/585/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dantoni.wordpress.com/585/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dantoni.wordpress.com/585/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dantoni.wordpress.com/585/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dantoni.wordpress.com/585/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dantoni.wordpress.com/585/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dantoni.wordpress.com/585/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dantoni.wordpress.com/585/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dantoni.wordpress.com/585/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dantoni.wordpress.com&amp;blog=2839496&amp;post=585&amp;subd=dantoni&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Porcelli e porcellini</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 15:21:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[No, non mi riferisco alle prodezze dell&#8217;attuale Presidente del Consiglio, bensì ancora una volta alle famigerate primarie del PD. E in particolare al meccanismo elettorale congegnato per l&#8217;elezione del segretario e dell&#8217;assemblea nazionale. Liste bloccate. Se la legge elettorale del nostro Parlamento è detta Porcellum, mi chiedo come debba essere definita quella adottata per il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dantoni.wordpress.com&amp;blog=2839496&amp;post=578&amp;subd=dantoni&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No, non mi riferisco alle prodezze dell&#8217;attuale Presidente del Consiglio, bensì ancora una volta alle famigerate primarie del PD. E in particolare al meccanismo elettorale congegnato per l&#8217;elezione del segretario e dell&#8217;assemblea nazionale.<span id="more-578"></span></p>
<p><em>Liste bloccate</em>. Se la legge elettorale del nostro Parlamento è detta Porcellum, mi chiedo come debba essere definita quella adottata per il PD: ciascuna mozione presenta infatti delle <em>liste bloccate</em> di candidati, per cui l&#8217;unica scelta dell&#8217;elettore riguarda il segretario e la relativa mozione; l&#8217;elettore non ha invece nessuno spazio di manovra riguardo a <em>chi</em> andrà a rappresentare tali mozioni in assemblea nazionale, visto che non vi sono preferenze. In ciascuna provincia italiana, è già nota fin da ora l&#8217;identità di coloro che faranno parte di tale assemblea, delegato più delegato meno.</p>
<p><em>Ballottaggio</em>. In fase di definizione dello Statuto, si scelse di prevedere un unico turno di primarie, ammettendovi però più di due candidati (per la precisione: un minimo di tre tra coloro che superano il 5% di consensi tra gli iscritti). È tuttavia previsto che, in caso di mancato raggiungimento della maggioranza assoluta (50% dei voti + 1) da parte di uno dei candidati, sia l&#8217;Assemblea Nazionale a scegliere tra i due più votati nelle primarie. Il fatto è che tale assemblea è composta da delegati che sono votati contestualmente ai candidati segretari. Ciò significa che questo secondo turno non sarà certamente un voto &#8220;di opinione&#8221; in cui ciascuno degli eletti esprime liberamente il proprio voto. Possiamo prevedere che la maggioranza che verrà fuori dall&#8217;assemblea sarà l&#8217;effetto di un accordo &#8220;di vertice&#8221;, in cui il candidato escluso contratterà l&#8217;appoggio ad uno degli altri due in cambio di precise garanzie (sul programma, sulla partecipazione alla gestione del partito, ecc.).</p>
<p>Facciamo un&#8217;ipotesi concreta: mettiamo che l&#8217;esito delle primarie sia 45% Bersani, 30% Franceschini e 25% Marino. A questo punto, nel ballottaggio tra Bersani e Franceschini, l&#8217;esito sarà dipenderà dagli eletti della mozione Marino, che seguiranno disciplinatamente le indicazioni del loro candidato. In pratica, vincerà chi avrà più argomenti per convincere Marino. Non ci vedrei (quasi) niente di male se le intenzioni rispetto ad un tale accordo fossero rese esplicite <em>prima del voto</em> delle primarie, in modo che gli elettori sappiano come sarà utilizzato il loro voto al secondo turno in assemblea. Purtroppo, per ovvie ragioni di campagna elettorale (quale candidato potrebbe ammettere di non arrivare al ballottaggio?) o per garantire mani più libere, di questa cosa non si parla e non si parlerà.</p>
<p>Altro che scettro agli elettori!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dantoni.wordpress.com/578/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dantoni.wordpress.com/578/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dantoni.wordpress.com/578/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dantoni.wordpress.com/578/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dantoni.wordpress.com/578/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dantoni.wordpress.com/578/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dantoni.wordpress.com/578/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dantoni.wordpress.com/578/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dantoni.wordpress.com/578/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dantoni.wordpress.com/578/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dantoni.wordpress.com/578/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dantoni.wordpress.com/578/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dantoni.wordpress.com/578/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dantoni.wordpress.com/578/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dantoni.wordpress.com&amp;blog=2839496&amp;post=578&amp;subd=dantoni&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Gli assenteisti</title>
		<link>http://dantoni.wordpress.com/2009/10/05/gli-assenteisti/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 18:47:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche io mi sono indignato quando sui giornali è apparsa la notizia che lo scudo fiscale era stato approvato con soli 20 voti di scarto ed erano assenti 22 deputati del PD. Ma come!? È questo il modo di fare opposizione? Mi sono tuttavia convinto che, ad una lettura più attenta, la questione debba essere [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dantoni.wordpress.com&amp;blog=2839496&amp;post=561&amp;subd=dantoni&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche io mi sono indignato quando sui giornali è apparsa la notizia che lo scudo fiscale era stato approvato con soli 20 voti di scarto ed erano assenti 22 deputati del PD. Ma come!? È questo il modo di fare opposizione?</p>
<p>Mi sono tuttavia convinto che, ad una lettura più attenta, la questione debba essere un poco ridimensionata. Trovo cioè eccessivo questo stracciarsi le vesti o mettere sullo stesso piano maggioranza e opposizione rispetto alla famigerata legge. E penso che si debba tenere conto del modo in cui effettivamente funziona il Parlamento.</p>
<p>Mi permetto quindi di riportare le osservazioni avanzate (su facebook, sempre più &#8220;piazza&#8221; politica) da due deputati <em>che erano presenti alla votazione</em>, che non assolvono gli assenti, ma al tempo stesso forniscono elementi conoscitivi che è giusto non trascurare. <span id="more-561"></span></p>
<p>Così Sandro Gozi:</p>
<blockquote><p>Sempre per onestà intellettuale tengo a precisare alcune cose sulla vita parlamentare che i giornalisti, spesso all&#8217;inseguimento dello scoop o del titolone, non raccontano. In casi come quello del provvedimento all&#8217;esame i giorni scorsi alla Camera, numeri a parte (siamo ahimè veramente minoranza all&#8217;interno del parlamento 270 deputati PDL + 60 della Lega contro 216 deputati del PD) vi sono infatti alcuni “trucchetti” che si adottano, quando i numeri lo consentono, per evitare di “andare sotto” nei voti. Uno è la fuoriuscita in massa dall&#8217;aula facendo cadere il numero legale e rinviano cosi la votazione giusto il tempo necessario per chiamare a raccolta i vari ministri e sottosegretari, spesso assenti in aula al momento del voto ma in numero tale da risollevare la maggioranza. È quello che ha fatto la maggioranza durante tutte queste votazioni, e solo per una nostra &#8211; del PD &#8211; mossa siamo riusciti a far passare un ordine del giorno (alcuni dei nostri deputati non avevano appositamente votato un ordine del giorno precedente per far credere alla maggioranza che eravamo in minoranza; sioamop così riusciti a metterla &#8220;sotto&#8221; nel voto successivo, senza dare loro il tempo di chiamare i loro &#8220;rinforzi&#8221;). Un altro espediente è quello di allungare in modo spropositato i tempi del dibattito parlamentare facendo intervenire ogni deputato della maggioranza a titolo personale, un minuto a testa, prendendo così tutto il tempo necessario, anche più di due ore, per richiamare i loro assenti.<br />
Insomma, mi piacerebbe che anche su questi episodi si informasse veramente i nostri cittadini su come si svolge la vita parlamentare, anzichè limitarsi a raccontare solo un aspetto e non &#8220;l&#8217;intera storia&#8221;. [...] Una sola cosa è infatti certa nel Parlamento italiano: è impossibile conoscere esattamente l&#8217;ora delle votazioni e spesso in aula passano le ore in attesa di un voto.</p></blockquote>
<p>E così Giovanni Bachelet:</p>
<blockquote><p>L&#8217;aspetto simbolico di questa notizia è brutto. L&#8217;esperienza di un anno suggerisce però che quando l&#8217;opposizione decide di serrare i ranghi, lo fa anche la maggioranza, e siamo da capo a dodici. Le poche occasioni in cui siamo riusciti a mandarli sotto corrispondevano quasi sempre a occasioni in cui siamo riusciti con la politica a creare dissidi interni alla maggioranza. Per esempio a crear dissidi fra Lega e PDL, quando abbiamo affondato, la prima volta, ronde e prolungamento della detenzione senza processo degli immigrati irregolari (poi hanno rimesso queste cose in un successivo provvedimento con fiducia e ciao), lo abbiamo fatto chiedendo il voto segreto. Quella volta i PDL segretamente dissenzienti dalla Lega sono stati cosí numerosi che, benché l&#8217;Italia dei Valori si fosse astenuta, è bastato il voto di PD, UDC e dissenzienti segreti del PDL per mandare sotto il Governo.<br />
Finora i bracci di ferro numerici si sono, invece, sempre conclusi (ma la mia esperienza è di un solo anno) con la sconfitta. In conclusione, si può e forse si deve censurare il fatto simbolico; insinuare che le assenze abbiano un significato politico e mettano in dubbio la reale posizione del PD e/o dei singoli assenti, oppure dire che Gozi è contro lo scudo fiscale e la Mogherini no, a me paiono, invece, solo episodi di un&#8217;imprudentissima e antica guerra frontale rivolta al PD anziché a Berlusconi (da parte di giornalisti militanti che rimpiangono i mille partitini puri e duri dell&#8217;estrema sinistra) e imperdonabili sciocchezze (da parte di chi ci crede). Il PD è unito su questa e su molte altre battaglie. E con lui tutta l&#8217;opposizione. Per fortuna.</p></blockquote>
<p>Insomma, è sacrosanto sanzionare gli assenteisti, specie quelli abituali. Altra cosa è dire che lo scudo fiscale non sarebbe stato approvato se i deputati del PD fossero stati più diligenti. Purtroppo questa possibilità non c&#8217;era.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dantoni.wordpress.com/561/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dantoni.wordpress.com/561/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dantoni.wordpress.com/561/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dantoni.wordpress.com/561/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dantoni.wordpress.com/561/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dantoni.wordpress.com/561/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dantoni.wordpress.com/561/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dantoni.wordpress.com/561/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dantoni.wordpress.com/561/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dantoni.wordpress.com/561/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dantoni.wordpress.com/561/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dantoni.wordpress.com/561/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dantoni.wordpress.com/561/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dantoni.wordpress.com/561/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dantoni.wordpress.com&amp;blog=2839496&amp;post=561&amp;subd=dantoni&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Elettori o iscritti?</title>
		<link>http://dantoni.wordpress.com/2009/10/04/elettori-o-iscritti/</link>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 08:29:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Premessa: chi non è interessato alle vicende interne del PD non legga questo post, perché lo troverebbe noiosissimo. Mi riferisco alla disputa sulla modifica dello statuto e il ruolo delle elezioni primarie. Al di là delle reciproche accuse (di voler tornare indietro gli uni, o di andare tanto avanti gli altri da decretare la fine [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dantoni.wordpress.com&amp;blog=2839496&amp;post=524&amp;subd=dantoni&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Premessa: chi non è interessato alle vicende interne del PD non legga questo post, perché lo troverebbe noiosissimo. Mi riferisco alla disputa sulla modifica dello statuto e il ruolo delle elezioni primarie. Al di là delle reciproche accuse (di voler tornare indietro gli uni, o di andare tanto avanti gli altri da decretare la fine del partito), alla fine mi pare che la contesa non riguardi il mantenimento o meno delle cosiddette primarie, su cui tutti si dichiarano d&#8217;accordo, bensì aspetti più limitati quali il criterio di individuazione degli elettori e l&#8217;equilibrio tra elettori ed iscritti.<span id="more-524"></span></p>
<p><em>Chi è l&#8217;elettore</em>? Per come è ora, di fatto può votare chiunque la mattina delle primarie voglia farlo e sia disposto a pagare 1€. Per come lo vorrebbe ad esempio Bersani, dovrebbe invece votare solo chi si sia <em>precedentemente</em> registrato come elettore. È chiaro che una differenza c&#8217;è, ma in che consiste? Chi si oppone alla registrazione obietta come anche una forma molto blanda di restrizione potrebbe intimidire una parte del &#8220;popolo delle primarie&#8221; o impedire il voto a chi, distratto, non si è iscritto entro i termini temporali posti. Dall&#8217;altra parte si osserva che chi non è disponibile a registrarsi probabilmente non ha né l&#8217;interesse né quel minimo senso di identificazione che giustificano un suo coinvolgimento in decisioni così importanti; e si lamenta il rischio che una totale indeterminatezza possa incoraggiare incursioni da parte di appartenenti a forze politiche diverse.</p>
<p><em>Il ruolo degli iscritti nella scelta del segretario e dell&#8217;assemblee nazionale e di quelle regionali</em>. L&#8217;attuale statuto prevede che gli iscritti, attraverso votazioni nei circoli e convenzioni provinciali, eleggano una convenzione nazionale che ha di fatto la sola funzione di selezionare i candidati per le primarie (i primi tre tra coloro che superano il 5% dei voti). Ha ragione chi afferma che un passaggio del genere è quasi del tutto inutile (certamente è stato inutile in questo caso, in cui vi erano tre candidati), e comunque non giustifica la mobilitazione che c&#8217;è stata. Anzi, crea frustrazione presso gli iscritti che hanno partecipato, e che vedono quanto il loro impegno sia stato irrilevante. A mio avviso, se vogliamo mantenere la distinzione tra iscritti ed elettori, le regole devono riequilibrare il peso degli iscritti, quanto meno nella fase di definizione delle proposte. E mi sembra un principio basilare di ogni organizzazione che ad un maggiore livello di partecipazione corrisponda maggiore responsabilità decisionale. La cosa peggiore è poi questa contrapposizione tra iscritti ed elettori, che viene spesso adombrata dagli uni e dagli altri (ad es. dipingendo gli iscritti come &#8220;apparato&#8221; contrapposto all&#8217;elettore che esprime un voto di opinione). Ammesso che tale distinzione abbia un senso, quello di acuirla è un rischio che un partito ancora così debole nella sua identità politica e programmatica non può permettersi.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dantoni.wordpress.com/524/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dantoni.wordpress.com/524/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dantoni.wordpress.com/524/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dantoni.wordpress.com/524/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dantoni.wordpress.com/524/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dantoni.wordpress.com/524/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dantoni.wordpress.com/524/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dantoni.wordpress.com/524/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dantoni.wordpress.com/524/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dantoni.wordpress.com/524/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dantoni.wordpress.com/524/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dantoni.wordpress.com/524/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dantoni.wordpress.com/524/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dantoni.wordpress.com/524/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dantoni.wordpress.com&amp;blog=2839496&amp;post=524&amp;subd=dantoni&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Primarie: alcune riflessioni</title>
		<link>http://dantoni.wordpress.com/2009/10/02/primarie-alcune-riflessioni/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 06:54:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[1. Penso che chiunque abbia partecipato al cosiddetto percorso congressuale del PD sia rimasto a dir poco sconcertato. La mobilitazione dei circoli dell&#8217;ultimo mese si risolverà in un &#8220;congresso&#8221; di poche ore che ha il solo scopo di ratificare la presenza di tre candidati alle prossime primarie del 25 ottobre. Sì lo so: questo è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dantoni.wordpress.com&amp;blog=2839496&amp;post=504&amp;subd=dantoni&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1. Penso che chiunque abbia partecipato al cosiddetto percorso congressuale del PD sia rimasto a dir poco sconcertato. La mobilitazione dei circoli dell&#8217;ultimo mese si risolverà in un &#8220;congresso&#8221; di poche ore che ha il solo scopo di ratificare la presenza di tre candidati alle prossime primarie del 25 ottobre. Sì lo so: questo è lo Statuto, approvato all&#8217;unanimità ecc. ecc. Evidentemente l&#8217;unanimità a volte fa grossi errori.</p>
<p>2. Innanzi tutto fa riflettere l&#8217;uso del termine &#8220;primarie&#8221; per indicare un voto aperto agli iscritti. Come è noto, il termine è mutuato dalla realtà americana, dove le primarie designano il candidato presidente di ciascuno dei partiti, e sono dunque una sorta di primo turno elettorale, limitato agli iscritti registrati di ciascun partito. Ha dunque senso chiamare &#8220;primarie&#8221; l&#8217;elezione del segretario del PD solo in quanto egli/ella è anche il candidato premier. Come si vede, l&#8217;ottica è squisitamente bipartitica. Peccato che ci troviamo in un paese &#8211; l&#8217;Italia &#8211; dove il bipartitismo non c&#8217;è e probabilmente non si può imporre a forza.</p>
<p>3. Al fine di chiarire l&#8217;idea di partito che sta dietro a questo processo, trovo illuminante quanto scrive il franceschiniano <a href="http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it/2009/09/30/binetti_bordin_alemanno_e_il_m.html">Mario Adinolfi sul suo blog</a>: «Il voto degli iscritti, semplicemente, non conta niente perché il Partito democratico ha nel suo dna costitutivo <em>il rapporto diretto tra il leader e il popolo del partito</em> [corsivo mio]. Il numero degli iscritti si è impennato sotto congresso, a dimostrazione che nella vita ordinaria del Pd nessuno sente il bisogno di prendere la tessera e chiunque frequenti i circoli li trova desolantemente vuoti. Noi democratici abbiamo provato a inventare un modello politico adatto al terzo millennio, dove la partecipazione del singolo sia determinante nei momenti decisivi. Qualcuno ha provato a imbastardire questo modello piazzando in mezzo a un processo che sarebbe stato lineare (i cittadini che si identificano con il Pd decidono il segretario senza che ci siano di mezzo sezioni, federazioni, signori delle tessere) un voto inutile degli iscritti». Capito? Il partito del leader.</p>
<p>4. Da un certo punto di vista Adinolfi ha ragione: la presenza di due voti in successione, quello degli iscritti per il congresso, quello degli elettori per le primarie, è un problema. Da un <a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/pdf/rad3B948.tmp.pdf">trafiletto sul Riformista di oggi</a>: «se il voto alle primarie smentisse il voto degli iscritti, il colpo al partito sarebbe micidiale, forse definitivo (&#8230;) la conclusione da trarne sarebbe che il PD non rappresenta i propri elettori, e sarebbe meglio scioglierlo».<br />
Qualcuno particolarmente maligno potrebbe concludere che un partito che si dà uno Statuto che lo mette in una situazione simile, dovrebbe essere sciolto in ogni caso.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dantoni.wordpress.com/504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dantoni.wordpress.com/504/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dantoni.wordpress.com/504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dantoni.wordpress.com/504/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dantoni.wordpress.com/504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dantoni.wordpress.com/504/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dantoni.wordpress.com/504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dantoni.wordpress.com/504/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dantoni.wordpress.com/504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dantoni.wordpress.com/504/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dantoni.wordpress.com/504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dantoni.wordpress.com/504/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dantoni.wordpress.com/504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dantoni.wordpress.com/504/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dantoni.wordpress.com&amp;blog=2839496&amp;post=504&amp;subd=dantoni&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Concorsi universitari: quante pubblicazioni?</title>
		<link>http://dantoni.wordpress.com/2009/09/05/concorsi-universitari-quante-pubblicazioni/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 08:49:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e università]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggo sul Messaggero di oggi questo articolo, in cui la giornalista Anna Maria Sersale lamenta (parlando di &#8220;comportamento eticamente discutibile&#8221;) che nei concorsi a ricercatore si sia posto un limite massimo al numero di pubblicazioni che ciascun candidato può presentare. Visto che l&#8217;articolo sembra ignorare del tutto le migliori pratiche internazioni in proposito, ho ritenuto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dantoni.wordpress.com&amp;blog=2839496&amp;post=499&amp;subd=dantoni&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo sul <em>Messaggero</em> di oggi <a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/pdf/radC6229.tmp.pdf">questo articolo</a>, in cui la giornalista Anna Maria Sersale lamenta (parlando di &#8220;comportamento eticamente discutibile&#8221;) che nei concorsi a ricercatore si sia posto un limite massimo al numero di pubblicazioni che ciascun candidato può presentare. Visto che l&#8217;articolo sembra ignorare del tutto le migliori pratiche internazioni in proposito, ho ritenuto opportuno scrivere al giornale la seguente lettera:<span id="more-499"></span></p>
<blockquote><p>Gent. direttore<br />
come docenti universitari, siamo abituati alle inesattezze e l&#8217;approssimazione con cui spesso sui giornali si affrontano i temi legati alla ricerca e al mondo accedemico.  Purtroppo è questo il caso dell&#8217;articolo/inchiesta a firma Anna Maria Sersale apparso a p.9 del 5/9/2009, relativo al numero di pubblicazioni necessari per l&#8217;assunzione a ricercatore.<br />
La giornalista basa l&#8217;intero suo articolo sull&#8217;idea erronea che la serietà del concorso sia direttamente proporzionale al numero di pubblicazioni che si chiede di presentare in sede di concorso.  Ella sembra ignorare del tutto che nella comunità scientifica internazionale, citata così spesso a modello, la selezione per il livello di ingresso avviene in moltissimi casi sulla base di un unico articolo (il &#8220;job market paper&#8221;) indicato dal candidato come quello più rappresentativo della sua ricerca.<br />
La posizione della giornalista è tanto più sorprendente considerando che l&#8217;articolo riporta la spiegazione del Rettore del Politecnico, che chiarisce come una limitazione nel numero di lavori sia un modo per spingere i candidati ad autovalutarsi, e che comunque accanto agli articoli &#8220;presentati&#8221; (cioè sottoposti ad esame approfondito) la commissione ha sempre a disposizione il curriculum con l&#8217;elenco totale dei lavori prodotti.  A questo aggiungerei che la considerazione di un numero limitato di lavori consente alle commissioni di leggere effettivamente quanto prodotto dal candidato, invece di basarsi su indicatori bibliometrici o altre misure &#8220;all&#8217;ingrosso&#8221;.<br />
Non si deve infine dimenticare che stiamo parlando di giovani che hanno appena terminato il proprio percorso di formazione, e dunque è normale che il numero di lavori non sia elevato (il discorso è diverso nei passaggi successivi della carriera); la limitazione del numero di lavori presentati ha l&#8217;effetto di favorire giovani brillanti che hanno prodotto pochi scritti di grande valore rispetto ad aspiranti ricercatori più attempati che, circolando magari da anni tra borse assegni e contratti, primeggiano solo nella quantità. Cordialmente<br />
Massimo D&#8217;Antoni</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dantoni.wordpress.com/499/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dantoni.wordpress.com/499/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dantoni.wordpress.com/499/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dantoni.wordpress.com/499/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dantoni.wordpress.com/499/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dantoni.wordpress.com/499/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dantoni.wordpress.com/499/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dantoni.wordpress.com/499/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dantoni.wordpress.com/499/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dantoni.wordpress.com/499/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dantoni.wordpress.com/499/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dantoni.wordpress.com/499/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dantoni.wordpress.com/499/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dantoni.wordpress.com/499/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dantoni.wordpress.com&amp;blog=2839496&amp;post=499&amp;subd=dantoni&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Un blog sulle questioni economiche</title>
		<link>http://dantoni.wordpress.com/2009/03/05/un-blog-sulle-questioni-economiche/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 10:31:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnalo a chi fosse interessato che il Dipartimento di Economia Politica dell&#8217;Università di Siena ha aperto un blog ove si parlerà di questioni di economia e di università/ricerca. Mi sto dedicando alla riuscita di tale blog, e quindi il mio impegno sul mio blog personale sarà necessariamente un po&#8217; ridotto (come del resto lo è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dantoni.wordpress.com&amp;blog=2839496&amp;post=491&amp;subd=dantoni&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo a chi fosse interessato che il Dipartimento di Economia Politica dell&#8217;Università di Siena ha aperto un blog ove si parlerà di questioni di economia e di università/ricerca.</p>
<p><a href="http://www.econ-pol.unisi.it/blog/"><img class="aligncenter size-full wp-image-492" title="goodwinbox-small" src="http://dantoni.files.wordpress.com/2009/03/goodwinbox-small.png?w=500" alt="goodwinbox-small"   /></a></p>
<p>Mi sto dedicando alla riuscita di tale blog, e quindi il mio impegno sul mio blog personale sarà necessariamente un po&#8217; ridotto (come del resto lo è stato negli ultimi tempi). Su <em>Il Grano e il Loglio</em> continuerò comunque a trattare argomenti di carattere politico o comunque non specificamente economico.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dantoni.wordpress.com/491/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dantoni.wordpress.com/491/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dantoni.wordpress.com/491/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dantoni.wordpress.com/491/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dantoni.wordpress.com/491/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dantoni.wordpress.com/491/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dantoni.wordpress.com/491/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dantoni.wordpress.com/491/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dantoni.wordpress.com/491/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dantoni.wordpress.com/491/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dantoni.wordpress.com/491/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dantoni.wordpress.com/491/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dantoni.wordpress.com/491/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dantoni.wordpress.com/491/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dantoni.wordpress.com&amp;blog=2839496&amp;post=491&amp;subd=dantoni&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Israele: solo la letteratura ci può aiutare a capire</title>
		<link>http://dantoni.wordpress.com/2009/02/16/solo-la-letteratura-ci-puo-aiutare-a-capire/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 21:49:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricevo e volentieri pubblico questo pezzo che mi ha gentilmente inviato la collega Tania Groppi, prof. ordinario di diritto pubblico, grande viaggiatrice, appassionata di Israele e di letteratura israeliana. I risultati delle elezioni del 10 febbraio 2009 in Israele ci ricordano, ancora una volta, quanto sia ormai lontana nel tempo la fondazione dello Stato “ebraico [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dantoni.wordpress.com&amp;blog=2839496&amp;post=483&amp;subd=dantoni&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ricevo e volentieri pubblico questo pezzo che mi ha gentilmente inviato la collega <strong>Tania Groppi</strong>, prof. ordinario di diritto pubblico, grande viaggiatrice, appassionata di Israele e di letteratura israeliana.</em></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">I risultati delle elezioni del 10 febbraio 2009 in Israele ci ricordano, ancora una volta, quanto sia ormai lontana nel tempo la fondazione dello Stato “ebraico e democratico” (per citare le parole della Dichiarazione di Indipendenza del 1948), di cui si è da poco celebrato il 60° anniversario.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Da un lato il problema di fondo resta immutato, così come creato dalla decisione dell’ONU, il 29 Novembre 1947, di dividere il mandato britannico in due stati, uno ebraico e uno arabo, seguita dal rifiuto arabo e dalla guerra: come conciliare l’innesto del nuovo Stato ebraico con i diritti della popolazione palestinese?<span id="more-483"></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Dall’altro lato, però, Israele non è più quello di un tempo: scomparso il sionismo, scomparsi i padri della patria, scomparso il partito laburista che per decenni ne ha caratterizzato il sistema politico. La difficoltà di tenere unita una popolazione con provenienze sempre più varie (e qui non è inutile richiamare il peso dell’immigrazione russa), che manifesta sistemi di valori e stili di vita sempre più diversi. Il compito unificante della religione, della lingua, dell’etnos, ormai stressato all’estremo.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Una unità che pare sempre più affidata alla dialettica amico-nemico, alla necessità di far fronte comune contro l’assedio esterno, e sempre meno, invece, ad un progetto condiviso. Uno Stato, in fondo, sempre più “normale”, con tutte le difficoltà proprie della democrazia pluralista, attraversata da mille <em>cleavages</em>, difficoltà enfatizzate dal sistema elettorale proporzionale e dalla forma di governo parlamentare. Ma chiamato ad affrontare una situazione straordinaria, con territori occupati, il nemico alle porte e spesso anche “in casa”, pronto a farsi esplodere nei luoghi “normali” della vita, con una mobilitazione permanente che trasforma ogni “normale” adolescente in un soldato.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Uno Stato democratico sempre più pluralista, che vive in una guerra permanente per conservare un carattere, la ebraicità, sempre più sfumato: una schizofrenia che forse spiega gli interventi militari più recenti, come quelli a cui abbiamo assistito a Gaza o in Libano, volti soltanto a tamponare pericoli immediati, al di fuori di un quadro di insieme, sprovvisti di una logica e di una prospettiva più ampia.  E che spiega forse lo stesso risultato elettorale, in favore di formazioni politiche “di destra”, che paiono assicurare meglio la sicurezza, a prescindere dai valori di fondo a cui si ispirano.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Si tratta di una situazione, schizofrenica appunto, che a lungo andare rischia di minare la stessa democraticità dello Stato israeliano, finora difesa con coraggio dalle Corti, soprattutto dalla Corte suprema, sia pure in mezzo alle esigenze militari imposte dall’emergenza.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Con la conseguenza che, dopo sessant’anni, ci troviamo in Medio Oriente con uno Stato sempre meno “ebraico e democratico”. Che assomiglia pericolosamente a una qualsiasi cittadella occidentale assediata nel mare in tempesta dello scontro di civiltà.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Quale soluzione? La solita litania, due popoli, due Stati? Che altro?</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Come è stato ben messo in evidenza da Barbara Spinelli (<a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=40">La Stampa 15 febbraio 2009</a>) citando un libro di qualche anno fa di G. Gorenberg <em>The Accidental Empire. </em><span style="color:#000000;"><em>Israel and the Birth of the Settlements, 1967-1977</em> (Times Book, 2006)</span>, è pressoché impossibile per Israele preservare la sua identità originaria, riassunta appunto nell’endiadi Stato “ebraico e democratico”, mantenendo il controllo sui territori occupati, ovvero su aree in cui i palestinesi sono in maggioranza. La “fine” di Israele sarebbe pertanto iniziata con la vittoria militare del 1967. Volendo conservare i Territori, le soluzioni non potrebbero che essere alternative: o Israele difende la sua ebraicità, ma rinuncia ad essere democratico, privando i palestinesi dei diritti politici. Oppure mantiene il carattere democratico, ma in tal caso  la legge dei numeri rende impossibile assicurare la ebraicità.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Nella difficoltà di comprendere e di valutare non resta che cercare sostegno nella letteratura, quella letteratura nella quale Israele ha trovato, negli ultimi decenni, la sua voce più alta.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Mi limito ad indicare, tra i libri tradotti in Italia di recente, tre volumi che configurano un itinerario ben preciso.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">D’accordo con Gorenberg, si potrebbe partire dalla guerra dei sei giorni e dalla occupazione dei territori palestinesi nel 1967 seguendo il giovane Nuri, ebreo sefardita nato a Bagdad e direttore degli affari arabi nella riorganizzazione “ebraica” di Gerusalemme est e nell’incontro con la insanabile naqba (perdita) palestinese, nel volume di Eli Amir, “Jasmine” (Einaudi).</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Per passare poi alla ferita profonda della guerra del Kippur nell’ultimo romanzo di David Grossman, “A un cerbiatto somiglia il mio amore” (Mondadori), ove possiamo  affiancare i protagonisti Orah e Avram nel loro cammino lungo il sentiero nazionale di Israele. Un cammino che è metafora del tentativo di riappropriazione della memoria da parte di una generazione cresciuta prima nella cancellazione della Shoah, poi nella rimozione della sconfitta. Rimozione che, in riferimento alla guerra del Libano del 1982, è al centro anche del bel film di animazione “Valzer con Bashir”.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Il trauma della guerra e della violenza colpisce anche, a decenni di distanza, la generazione dei figli di Orah e Avrahm, quell’Ofer nel cui nome i genitori iniziano il doloroso cammino della memoria nel libro di Grossman. Questi giovani (la c.d. “generazione Rabin”), cresciuti in un “paese normale”, come l’Israele degli accordi di Oslo, si trovano scagliati in territori sconosciuti, benché geograficamente vicinissimi, dove sono  chiamati ad uccidere e a sparare, colpendo a volte vittime inermi nella caccia a terribili nemici, o finendo “banalmente” colpiti dal fuoco amico: questo è il nucleo centrale dell’ultimo romanzo di Abraham Yehoshua, “Fuoco amico” (Einaudi), ben intessuto in una trama di ordinaria quotidianità.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Una generazione, quest’ultima (al centro anche del saggio appena pubblicato di Anna Momigliano “Karma kosher”, Marsilio), sempre in bilico tra normalità ed emergenza, tra impegno e fuga, tra memoria ed oblio, tra globalizzazione e tradizione, che ben conosce chi è abituato a percorrere le strade del mondo (e qui il richiamo al non recente romanzo di Yehoshua, “Ritorno dall’India”, è inevitabile). Una generazione assai difficile da catalogare, ma la cui conoscenza costituisce una chiave per comprendere il recente risultato elettorale e il futuro di Israele.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:right;">Tania Groppi, 15 febbraio 2009</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dantoni.wordpress.com/483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dantoni.wordpress.com/483/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dantoni.wordpress.com/483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dantoni.wordpress.com/483/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dantoni.wordpress.com/483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dantoni.wordpress.com/483/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dantoni.wordpress.com/483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dantoni.wordpress.com/483/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dantoni.wordpress.com/483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dantoni.wordpress.com/483/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dantoni.wordpress.com/483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dantoni.wordpress.com/483/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dantoni.wordpress.com/483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dantoni.wordpress.com/483/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dantoni.wordpress.com&amp;blog=2839496&amp;post=483&amp;subd=dantoni&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Israele a destra</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 08:09:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>

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		<description><![CDATA[Si sono tenute le elezioni politiche in Israele. Il risultato, ampiamente previsto, vede un forte consenso al blocco di destra con al centro il Likud di Netanyahu, sebbene questo risultato sia temperato dal fatto che il partito Kadima (fondato da Ariel Sharon quando uscì dal Likud, e ora guidato da Tzipi Livni) ha avuto la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dantoni.wordpress.com&amp;blog=2839496&amp;post=477&amp;subd=dantoni&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si sono tenute le elezioni politiche in Israele. Il risultato, ampiamente previsto, vede un forte consenso al blocco di destra con al centro il Likud di Netanyahu, sebbene questo risultato sia temperato dal fatto che il partito Kadima (fondato da Ariel Sharon quando uscì dal Likud, e ora guidato da Tzipi Livni) ha avuto la maggioranza relativa. Spicca il risultato molto negativo del partito laburista (un tempo dominatore della scena politica israeliana) e quello positivo (sebbene al di sotto di certe previsioni) del partito Yisrael Beiteinu di Lieberman, la destra non religiosa.<span id="more-477"></span></p>
<p>Il panorama politico israeliano si caratterizza per la sua estrema frammentazione, riflesso della frammentazione sociale, religiosa e culturale. I governi sono sempre governi di coalizione molto deboli, in cui convivono anime estremamente eterogenee.<br />
Proviamo a leggere questo risultato con gli occhi alle prospettive del processo di pace.<br />
La prima considerazione è che molto probabilmente non sarà possibile costituire un governo di centro-sinistra, cioè delle forse esplicitamente orientate al dialogo con i palestinesi per la realizzazione della soluzione &#8220;due popoli due stati&#8221;. Come già in passato, il prevalere di Netanyahu potrebbe significare un congelamento di tutti i dialoghi di pace per anni. Questa, se confermata, è una brutta notizia.<br />
D&#8217;altra parte, l&#8217;esito più probabile è un governo di larghe coalizioni: Likud-Kadima con il sostegno della destra di Lieberman o (meno probabile) della sinistra moderata dei laburisti. Questa soluzione avrebbe per lo meno il vantaggio di offrire al paese un governo che rappresenti in modo ampio il paese, dunque abbastanza forte da imporre le scelte difficili connesse ad un compromesso con i palestinesi. In fondo, gli israeliani si stanno rendendo conto che il tempo non gioca a loro favore, e quindi è soprattutto nel loro interesse che una soluzione va comunque cercata. Se tale consapevolezza, unitamente alle pressioni internazionali, spingessero verso la ripresa dei negoziati, un governo che rappresenti un ampio arco politico potrebbe non essere un male.<br />
Per la formazione di un governo, vi sono anche altre possibilità: leggo che la Livni sta corteggiando Lieberman, cercando di &#8220;sfilarlo&#8221; a Netanyahu offrendo l&#8217;appoggio a certe proposte, quali l&#8217;introduzione in Israele del matrimonio civile e una limitazione dei privilegi dei religiosi. Lieberman, come dicevo, rappresenta una destra nazionalista laica, favorevole ad una soluzione &#8220;due popoli due stati&#8221;.<br />
Per ora non resta che stare a guardare.<br />
Riporto in conclusione una considerazione: quando nelle elezioni in Palestina prevalse il partito islamico Hamas, si arrivò (a mio avviso compiendo un errore politico) ad isolare il governo palestinese e ad imporre sanzioni perché nello statuto di quel partito non viene riconosciuta la legittimità dello stato di Israele. Il Likud, attorno al quale si formerà quasi certamente il nuovo governo israeliano, è esplicitamente contrario alla creazione di uno stato palestinese. Il leader palestinese <a href="http://www.haaretz.com/hasen/spages/1063624.html">Abu Mazen ha chiesto</a> che, per simmetria, si adotti nei confronti di un Israele guidato dal Likud lo stesso peso che si usò con l&#8217;Autorità palestinese. Personalmente, sono contrario alla politica dell&#8217;isolamento, ma credo che la comunità internazionale non possa accettare ulteriori rinvii nella ricerca di una soluzione. Essa è chiamata ora più che mai ad esercitare tutte le pressioni di cui è capace per spingere verso la ripresa delle negoziazioni.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dantoni.wordpress.com/477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dantoni.wordpress.com/477/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dantoni.wordpress.com/477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dantoni.wordpress.com/477/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dantoni.wordpress.com/477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dantoni.wordpress.com/477/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dantoni.wordpress.com/477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dantoni.wordpress.com/477/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dantoni.wordpress.com/477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dantoni.wordpress.com/477/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dantoni.wordpress.com/477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dantoni.wordpress.com/477/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dantoni.wordpress.com/477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dantoni.wordpress.com/477/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dantoni.wordpress.com&amp;blog=2839496&amp;post=477&amp;subd=dantoni&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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